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06/08/2012
IL GAS RADON: CAUSA ACCERTATA DI TUMORE! COME CI SI DIFENDE?

Il gas radon, essendo una radiazione naturale, è considerato dall’OMS la seconda causa di tumore ai polmoni dopo il fumo di sigaretta: il rischio maggiore infatti a cui si va incontro inalando il radon è quello della degenerazione cellulare. I più importanti centri di ricerca medica asseriscono che se in un ambiente vi è presenza di radon in quantità doppia rispetto a quella massima indicata dalle normative europee (limite in ambiente domestico e nelle aree sensibili come le scuole e gli ospedali: 300 Bequerel/mc), il rischio di ammalarsi di tumore ai polmoni è paragonabile a quello che corre un medio fumatore, mentre per un individuo già fumatore la probabilità viene decuplicata. La stessa OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità) in merito al gas radon dichiara che “a certe concentrazioni è in grado di far impazzire le cellule rendendole cancerogene” . Tutto ciò è da considerarsi valido anche per le altre radiazioni ionizzanti naturali, in particolar modo quelle di tipo gamma, alcune delle quali traggono origine proprio dal gas radon, come ad esempio il Polonio210 (presente anche in radiazione gamma così come accertato dal Centro Transuranico Europeo -vedi rivista Newton n° 1 del 2007). Per difendersi dall’emissione di gas radon, bisogna innanzitutto verificarne la presenza e le quantità sul territorio (rilevamento effettuato dall’ARPA in alcune regioni italiane) o in ambiente di lavoro e in ambiente domestico (rilievo effettuato da Enti specializzati nelle indagini ambientali). Una volta rilevata la quantità di radon presente, si possono adottare sistemi di protezione o altri sistemi che permettono di ridurne la quantità in ambiente indoor: per esempio, se l’edificio è in costruzione o in fase di ristrutturazione, si può applicare un apposito schermo sulla superficie del primo solaio che, oltre a bloccare la risalita del gas radon, protegge anche da altre radiazioni naturali provenienti dal sottosuolo (vedi sito www.geoprotex.it settore edilizia); se invece l’ edificio è esistente e non possono essere effettuate bonifiche su pavimento, si può ricorrere, ad esempio, alla “depressurizzazione dell’aria” nell’ambiente, attraverso la realizzazione di “camini di tiraggio” (mediamente uno ogni 8-10 mq), collegati ad una pompa che funzioni nelle 24 ore con orari prefissati (lavoro effettuato in alcune scuole da parte dell’ARPA , come riportato negli Atti del Convegno Nazionale ARPA tenutosi a Novara nel mese di giugno 2012).

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  Riferimenti bibliografici  
Come difenderci dalle radiazioni - N. Limardo
edito da: Casa Energia, luglio 2009

Enhanced deposition of radon daughter nuclei in the vicinity of power frequency electromagnetic field - D.L. Henshaw et al
edito da: Int. J. Radiat Bio, 1996, <. 69: 25-38

Errori nella rilevazione e nella valutazione dei parametri posturo-stabilometrici di origine ambientale - A. Carducci
edito da: tesi di specializzazione per Tecnici di Posturometria, Univ. “Jean Monnet”, Brux

Healt effects of exposure to low levels of ionizing radiation - V. Beir
edito da: Washington, DC, National Research Council, 1990

La radioattivita naturale e i campi elettromagnetici artificiali: sistemi di protezione - E. Galli
edito da: tesi di laurea Facolta di Medicina e Chirurgia Universita di Siena, marzo 2009

Panico da Polonio210 - Commissione Europea Ist. Elementi transuranici
edito da: Newton, gennaio 2007

Radon and monocytic leukaemia in England - J.P. Eatough, J.P. Henshaw
edito da: Epidemiol Community Health, 1993

Radon exposure and leukaemia in childhood - J.F. Viel
edito da: Int J. Epidemiol, 1993

Radon: a causative factor in the induction of myeloid leukaemia and other cancers in adults and children? - J.P. Eatough, J.P. Henshaw, R.B. Richardsson
edito da: Lancet, 1990, 335:1008-1012

Salute dell’habitat - N. Limardo
edito da: Anima Edizioni, 2012, 3° ed

Tecnologia quantistica - N. Limardo
edito da: Anima edizioni 2014